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Per anni tutto è rimasto là, in una scatola di ferro sepolta così profondamente in me stesso che non ho mai saputo, esattamente,cosa contenesse. Sapevo di trasportare cose instabili, infiammabili, più segrete di quelle del sesso e più pericolose degli spettri e dei fantasmi. E-mail ed MSN: undo@email.it
7/5/2007

Segnale dal faro n23

In viaggio. Insieme alle mie stelle appese al cuore. Porto loro con me, per le mie notti buie e i miei giorni senza colori. Lascio chiusi qui dentro i dolori e le lacrime,i ricordi grigi e le speranze disattese. Porto con me la speranza di guarire e di non tornare più nel mio inferno dalle pareti bianche.


7/2/2007

Segnale dal faro n.22

Come un prigioniero folle, osservo, attendo e non parlo. Siedo al di qua del tuo mondo, su un ramo sperduto, spezzato via dal vento della sera. Mi sento lontanissimo, in bilico sui tuoi tremori insultati, su tutto ciò che è stato e su tutto quel che sarà. Se mai sarà. Domani... Smania di possesso. La mia. Confondo ogni suono, le parole, i gesti e perfino i silenzi. Sempre uguali a se stessi. E come prigioniero aspetto ancora, in te, l'ora della mia salvezza.
6/28/2007

Segnale dal faro n.21

Lei è la ragazza che sogna – incubi delicati nel ventre – lei è quella che vede, di notte – che schiude le labbra e con quelle tocca il buio fuori e dentro – lei ha il coraggio ancora di spalancare con violenza le pupille sull’azzurro quando dentro le urla la bestia. La pelle abbandonata, bianco sul bianco. Mani aperte – il silenzio dove cambia la visione – il ritmo si spegne, la condizione per vivere è che abbiate tutti fame. Guardate – quando i cani le sbranano il cuore – Lei sogna di questo. Gli sguardi di un mattino a cui sputiamo addosso. Sincera come un profilo sottile, l’evidenza le sbatte sul viso. È madre di se stessa, è Dio, è niente. Lei calibra tutto ciò che c’è da calibrare. Lei sa dosare la sua versione imperfetta della realtà. Siamo solo gabbie calde per accogliere i germi dell’incubo che ci infetta. Lo scrive sulle pareti. Il suo sorriso – abbandono – è morte. Lei è un singhiozzo infinito che cerca la pace.

Segnale dal faro n.20

Indolenti angeli pagani
dormono tra i Fiori del mio giardino
e sognano le melodie dei miei passi.
Li contano loro.
Uno per uno.
Uno per ogni centimetro
sopra le vostre teste.
Trecento passi di danza
a ritmo di musica dei sogni
di indolenti angeli pagani che dormono.


6/24/2007

Segnale dal faro n.19

I suoi walzer confusi
Le dita mozzate, la gola secca, il ritorno
L'addio, la caduta
Leggero, arido
Aspro come le bellezze che non tornano
Il piombo e la seta.



5/30/2007

Segnale dal faro n.18

Tu eri l'artefice di cantilene che non avevano fine. Tu il sacro sull'altare. Il bimbo nella culla. La bestia che sbrana il cuore.

Tu eri il silenzio della notte. Tu la paura. Tu la fiamma e la cenere. Tu la madre di ogni santa rinascita. Eri il bene che sputava il male. Lama di coltello nelle ossa. Il dolore. La morte tra le cosce. La salvezza.

Tu eri un simbolo tra i simboli. Tu la malattia senza cura. L'infezione. Il morbo. La schiavitù. La parentesi aperta. Eri il dilagare insano.

Tu eri la speranza senza fine. L'assaggio d'eterno. Il dopo. Il mentre. L'ora. Il tutto.

La menzogna. Il trucco.
5/22/2007

Segnale dal faro n.17

Luce riflessa
tra le imposte
chiuse del mio cuore
dormiente
sento battiti
in lontananza
che cantano
parole nuove
e bocche rosse di peccato
lasciano impronte
sulla pelle nuda,
incrostazioni
di madreperla
donano candore
al mio volto cereo,
chiuso tra mare
e destini vuoti
mi vesto di felicità
altrui
che gelosamente
custodisco dentro l'anima.

5/20/2007

Segnale dal faro n.16

Riversa sopra l'astioso domani,
riverberi bluastri
rendono preziose
le gocce di te
appoggiate,
quasi dormissero,
sul velluto delle tue gote,
ammirata,nei tuoi silenzi ostili,
ti lasci sfiorare
mentre il cuore tumultuoso tace,
assenso dovuto
a quell'inganno passato
che tristemente osservi,
assorta,
quasi rapita
dal sensuale gioco
dell'espiazione.
5/18/2007

Segnale dal faro n.15

Tutto è così statico, quasi surreale: suoni ovattati di brindisi consumati e abbracci tiepidi da indossare come cappotti pregiati. Silenzi perenni che la mia mente riesce a distinguere come fossero composizioni per orchestre danzanti, posti vuoti dentro l'anima che attendono ricordi e sorrisi, pagine bianche che, veloci, scorrono senza lasciare traccia di sé, di me. Sento pesare il freddo sulla pelle nuda e il calore è lontano, perso negli anni migliori e rinchiuso in lettere e foto, legate da sbiaditi nastrini rossi.
5/11/2007

Segnale dal faro n.14

Rinchiuso nelle gabbia della tua anima come uccello raro da mostrare al tuo ego ingordo, canto le note della mia eterna prigionia costretto tra sbarre di ricatti e vendette morali. Mi esibisci ai tuoi occhi affamati di colori e gorgheggi ed io, affannato, rincorro quel pezzo d'azzurro indaco che a tratti bramo.

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